di Federica Russo
Questo primo articolo dà il via a una serie di approfondimenti legati agli ingredienti principali utilizzati per produrre la nostra beneamata birra.
Acqua, malto, luppolo e lievito sono, infatti, i quattro pilastri su cui si fonda tutto il processo produttivo. Molto spesso, poi, vengono aggiunti anche altri elementi come spezie, erbe aromatiche, frutta, ecc. per impreziosire e personalizzare ancor di più la ricetta di partenza.

Ecco, in breve, i nostri protagonisti:
- acqua: l’ingrediente fondamentale, costituisce più del 90% di una birra;
- malto: i cereali forniscono gli zuccheri necessari per la fermentazione;
- luppolo: dona la parte amaricante e aromatica ed è un conservante naturale;
- lievito: grazie al suo prezioso lavoro, trasforma il mosto in birra;
- ingredienti speciali: quel quid in più che rende riconoscibile uno stile o la mano del birraio.
Mastro birraio: chef o piccolo chimico?
Essere mastro birraio non significa solo essere in grado di produrre una buona birra ma, soprattutto, possedere delle competenze trasversali che spaziano dalla chimica alla gastronomia.
Avete notato quanti ingredienti vengono messi in gioco? Sembra quasi di stare in cucina piuttosto che in un birrificio!

L’arduo compito del bravo birraio sta proprio nel saper scegliere e dosare correttamente tutti gli elementi e padroneggiare le variabili sempre in agguato. Come uno chef, infatti, va alla ricerca delle migliori materie prime, decide le quantità in base alla ricetta, prova e riprova fino a ottenere il risultato voluto.
Ma allo stesso tempo è, anche, un piccolo chimico. Controlla parametri come pH e durezza dell’acqua, gestisce le componenti delle diverse sostanze e ne verifica l’interazione.
È sempre una questione di stile
Quando al birraio viene in mente di mettere in pista una nuova birra, non vede l’ora di mixare tutti gli ingredienti principali. Ma questo processo inizia con una domanda esistenziale, alla stregua di un novello Amleto: rispettare o non rispettare lo stile di riferimento?
Insomma quale che sia la risposta, per produrre birra ci vuole stile.
Se il birraio sceglie di seguire la tradizione potrà permettersi pochissime variazioni sul tema, giusto il tocco dello chef. Dovrà rispettare dei parametri stilistici in termini di colore, gradazione alcolica, aromi, ecc.
Se, invece, opta per l’estro e la fantasia, allora potrà giocare con la ricetta originale facendo emergere il proprio stile personale. E allora via libera all’uso di ingredienti speciali o alla riscoperta di antiche tecniche produttive.

Comunque la si metta, lo stile è sempre in mezzo, rispettato o rivisitato, l’importante è che ci sia! Ma attenzione a non perdere di vista il vero obiettivo finale: la piacevole armonia della bevuta.
Non perdetevi il prossimo articolo dedicato a quell’ingrediente che accomuna tutti noi alla birra, cioè l’acqua. Il principale costituente del corpo umano, così come quello del nostro amato biondo nettare. Che feeling!