Il sommelier italiano: opportunità e stipendi all’estero

di Eleonora G. Giallombardo

Il sommelier, figura magistrale nel mondo dell’enologia, svolge un ruolo cruciale nell’elevare l’esperienza gastronomica attraverso la conoscenza approfondita dei vini. In questo contesto, il sommelier italiano si distingue per la sua passione, dedizione e raffinata sensibilità nei confronti del vino. L’influenza italiana nel settore enologico è innegabile, e i sommelier italiani godono di un’ottima reputazione sia nel proprio Paese che all’estero.

Il sommelier italiano non è solo un esperto di vini, ma un custode delle ricche tradizioni enologiche del Paese. La sua formazione non riguarda solo le caratteristiche organolettiche dei vini, ma abbraccia anche la storia, la cultura e la geografia vinicola italiana. La capacità di abbinare il vino a specifici piatti e di consigliare le migliori opzioni in base alle preferenze dei clienti è ciò che rende il sommelier italiano un’autorità indiscussa nel campo.

Il prestigio del sommelier italiano all’estero

All’estero, il sommelier italiano è spesso considerato una risorsa preziosa nei ristoranti e nelle enoteche di lusso. La fama della produzione vinicola italiana, con le sue numerose regioni vitivinicole, contribuisce al prestigio del sommelier italiano. Paesi come gli Stati Uniti, il Regno Unito, la Cina e il Giappone apprezzano particolarmente la competenza e l’eleganza dei sommelier italiani.

Servizio vino per degustazione

Dove può lavorare un sommelier italiano all’estero?

Il sommelier è una figura professionale sempre più richiesta all’estero, in particolare nei paesi dove la cultura del vino è diffusa. I sommelier italiani, in particolare, sono apprezzati per la loro formazione di alto livello e per la loro conoscenza dei vini italiani, che sono sempre più apprezzati a livello internazionale.

Le nazioni dove i sommelier italiani hanno maggiori opportunità di lavoro sono:

  • Stati Uniti: sono il paese con il mercato del vino più grande al mondo. I sommelier italiani sono richiesti nei ristoranti di alto livello, nelle enoteche, negli hotel e nelle cantine;
  • Regno Unito: è un altro paese con una grande cultura del vino. I sommelier italiani sono richiesti nei ristoranti, nelle enoteche e negli hotel;
  • Germania: qui c’è una lunga tradizione vitivinicola. I sommelier italiani sono richiesti nei ristoranti, nelle enoteche e nelle cantine;
  • Canada: è una nazione con un mercato del vino in forte crescita. I sommelier italiani sono richiesti nei ristoranti, nelle enoteche e negli hotel. Importante conoscere anche il francese;
  • Australia: abbiamo una crescente cultura del vino negli ultimi anni. I sommelier italiani sono richiesti nei ristoranti, nelle enoteche e negli hotel.

Dove guadagna di più un sommelier italiano all’estero?

In generale, i sommelier italiani che lavorano all’estero guadagnano di più rispetto a quelli che lavorano in Italia. I fattori che influenzano il salario di un sommelier all’estero sono:

  • il livello di esperienza: i sommelier con esperienza e competenze elevate possono guadagnare di più;
  • il prestigio della struttura in cui si lavora: i sommelier che lavorano in strutture di alto livello guadagnano di più;
  • la posizione geografica: i sommelier che lavorano in grandi città o in località turistiche guadagnano di più.

Qualche esempio di successo

Lorenzo Lentini è stato capo sommelier e ora restaurant manager di Ikoyi, prestigioso ristorante londinese.

Stefano Berzi, sommelier italiano, ha rappresentato l’Italia nel concorso Miglior Sommelier del Mondo nel 2023. E quanto si guadagna? Secondo PayScale, parliamo di uno stipendio medio più alto di 37.500 euro per un sommelier in Italia nel 2023.

Per la quota rosa abbiamo Eleonora Caso, sommelier molto apprezzata, attualmente Group Beverage Director at Orange Hospitality: in una sua intervista per Millionaire, ha dichiarato che lavorando(…) come sommelier a Dubai… ho avuto l’opportunità di intraprendere, perché c’è molta meno concorrenza rispetto a casa nostra o a tante nazioni occidentali».

La remunerazione del sommelier di lingua italiana all’estero

In alcune nazioni, la domanda di sommelier di lingua italiana è in costante crescita, portando a un aumento delle opportunità di lavoro e di compensazione finanziaria. Ad esempio, ristoranti di alta gamma e resort di lusso negli Stati Uniti spesso cercano sommelier con una forte conoscenza dei vini italiani per arricchire la loro offerta enologica. La Cina è un altro paese dove la cultura del vino sta guadagnando popolarità, aprendo nuove prospettive di carriera per i sommelier italiani.

Come candidarsi come sommelier all’estero

Per coloro che aspirano a una carriera da sommelier all’estero, è fondamentale acquisire una formazione approfondita in enologia, con particolare attenzione ai vini italiani. I corsi di formazione specializzati, le certificazioni enologiche riconosciute a livello internazionale e l’esperienza pratica sono elementi chiave per distinguersi in questo campo competitivo.

La conoscenza delle lingue straniere è essenziale, specialmente l’inglese, che è la lingua predominante nel mondo della ristorazione e dell’enologia internazionale. Candidarsi per posizioni all’estero può avvenire attraverso l’invio di curriculum a ristoranti, hotel di lusso o aziende enologiche con una presenza globale. La partecipazione a concorsi enologici internazionali e la costruzione di una solida rete professionale possono essere strategie vincenti per emergere nel settore.

Degustazione vino

Curiosità: chi è il miglior sommelier del mondo?

Il lettone Raimonds Tomsons è stato proclamato Miglior Sommelier del Mondo ASI 2023 a Parigi, vincendo davanti a 4.000 spettatori. Il concorso, tornato in Francia dopo 34 anni, ha visto la partecipazione di 68 candidati provenienti da 65 paesi. L’Association de la Sommellerie Internationale (ASI), nata nel 1969, organizza il concorso ogni tre anni, culminando nel riconoscimento del Miglior Sommelier del Mondo. La competizione, durata quattro giorni, ha testato le competenze dei candidati attraverso prove scritte, degustazioni alla cieca e incarichi di servizio. L’aspetto linguistico è stato cruciale, con i partecipanti che hanno dovuto scegliere tra inglese, francese e spagnolo per competere in condizioni di stress. Tomsons ha portato a casa il trofeo in un paese baltico per la prima volta.

In conclusione, il sommelier italiano non è solo un conoscitore di vini, ma un ambasciatore della cultura enologica italiana nel mondo. Con il giusto mix di competenza, passione e conoscenza linguistica, aspirare a una carriera di successo come sommelier italiano all’estero è un percorso promettente e gratificante.

6 pensieri riguardo “Il sommelier italiano: opportunità e stipendi all’estero

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  1. Interessante questo articolo. Mi offre lo spunto per una precisazione, rivolta a chi abbia davvero intenzione di intraprendere, per passione e per retribuzione, l’attività di sommelier professionale all’estero o in patria.
    Il sommelier è una figura complessa, l’ho scritto in un mio articolo in questo blog. Tanto complessa che nell’imaginario collettivo appare come un factotum. E a volte dev’esserlo per mera necessità. Ma in realtà il sommelier ha un ruolo specifico e ben individuabile nella gestione delle strutture con elevato livello di servizio.
    La sua attività, infatti, deve intrecciarsi con quella di altre figure professionali, con meno allure, con meno visibilità, ma con altrettanta importanza e a volte anche meglio retribuite. Penso al Food&Beverage Manager, con cui il sommelier si consulta per la gestione della cantina; penso al Maître, il vero responsabile del servizio in sala, con cui il sommelier deve coordinarsi o da cui è direttamente coordinato. E penso allo Chef, che oltre a saper cucinare deve saper fornire al sommelier le giuste informazioni sulle sue preparazioni perché possano essere creati gli abbinamenti più corretti con le bevande. Insomma, il sommelier non è voce solista, canta in un coro. È coprotagonista, cioè una figura collegata ed armonizzata con altre, altrettanto complesse e altrettanto ben retribuite.

    1. Sono d’accordo sul fatto che il lavoro di un sommelier vada ben oltre l’immaginario comune e che richieda una collaborazione stretta con altre figure professionali, come il Food&Beverage Manager, il Maître e lo Chef, per garantire un’elevata qualità del servizio. Il paragone con un coro è molto azzeccato: ogni voce ha il suo ruolo e insieme creano un’armonia che valorizza l’esperienza gastronomica complessiva. Se ci pensi infatti, avviene questo anche in tantissime altre professioni, una contaminazione di saperi, compiti, ruoli, e quasi mai retribuiti abbastanza. Grazie Claudio per aver arricchito la discussione con le tue osservazioni!

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