Diario del Vincontro in Valtènesi: 3 Note di Groppello

di Giancarlo Caseria

Sabato 21 ottobre 2023 si è tenuto il primo Vincontro presso l’azienda vitivinicola Podere dei Folli di Polpenazze del Garda in occasione del quale Giancarlo Caseria, referente per la Lombardia della Scuola Italiana Sommelier e Sommelier del vino, si è recato alla scoperta della Valtènesi, delle uve Groppello e dei vini rosè.

Ecco le quattro fasi della visita:

  • arrivo e presentazione della Valtènesi e dell’azienda;
  • passeggiata in vigna;
  • scoperta dell’antica cantina;
  • degustazione di 3 vini con l’introduzione di un nuovo modo per vivere un’esperienza multisensoriale, abbinando specifici brani musicali a ciascun vino.

Valtènesi, Groppello e vocazione Rosè

Davide Folli ci ha subito accolti nello showroom raccontandoci la storia della Valténesi, territorio collinare di origine morenica che si estende sul lato bresciano del Lago di Garda dove il clima “Mediterraneo” è mitigato dalla vicinanza al Lago. Area con vocazione al rosè, tradizione che ebbe inizio nel 1896 grazie a un politico veneziano, Pompeo Molmenti che mise a punto la tecnica di vinificazione in rosato del Groppello, con macerazione dei mosti sulle bucce per poche ore, da cui nacque il “vino di una notte”, il Chiaretto Valtènesi che è stato uno tra i primi vini italiani a ottenere la denominazione di origine controllata nel 1967. Oggi il metodo è ancora lo stesso, cambiano solo gli strumenti e l’esperienza.

L’attività dell’azienda oggi è gestita dalla quarta generazione che ha introdotto numerose innovazioni orientate alla viticoltura biologica. Passeggiando, tutti abbiamo apprezzato le cure che vengono date alle viti.

Nella più antica vigna della famiglia Folli, veniamo colpiti dalla bellezza delle colline moreniche che la costeggiano. È qui che tocchiamo con mano la filosofia della viticoltura biologica, senza uso di pesticidi e diserbanti: gli insetti aiutano la vite a crescere sana. Farfalle, coccinelle e diverse altre specie di insetti, ma soprattutto le api, convivono in un habitat dai colori e dai profumi inaspettati.

Accanto ai filari della vigna un piccolo uliveto, mentre sparse in testa ai filari diverse piante e fiori si integrano in questa naturale ambientazione. Camomilla, meli e questi piccoli arbusti che non conoscevo: i giuggioli. Il frutto che matura in autunno è di color scarlatto, dimensioni e forme simili alle olive, ma con gusto dolcissimo e leggermente acido, che va dalla mela al dattero. E, come bambini in gita scolastica durante la visita a una fattoria didattica, siamo rimasti tutti imbambolati quando Davide ci ha proposto: “raccogliete le giuggiole, assaggiatele pure”. Anche questa è un’esperienza!

Tornando al vitigno autoctono del territorio l’uva Groppello, piuttosto delicata, era stata abbandonata per questioni commerciali a metà del 1900 e nell’ultimo ventennio sono diverse le aziende della Valtènesi che lo hanno riportato in auge, sia per la produzione di vino rosso, in purezza o in blend con Marzemino, Barbera e Sangiovese, che per la vinificazione degli eleganti rosati, fino alla spumantizzazione con il metodo Martinotti. Il tipo di allevamento e potatura adottato è il Guyot. Tra i filari incontriamo viti che hanno 40 anni e oltre, il cui raccolto viene selezionato per le riserve dei loro vini.

Visita alla cantina

Dopo la passeggiata, il gruppo si è spostato nella vecchia cantina collocata in una cascina del 1700 in un borgo medioevale. In questi locali si respirano storia e sentimenti, oltre a un’aria ricca di profumi di mosto.

Degustazione musica & vino

Usciti dal borgo, rientrati allo showroom, inizia la degustazione.

Béspoi Bio DOP

Spumante Rosé del Lago di Garda, dalla bollicina finissima e setosa, ottenuto in prevalenza da uve Groppello, in blend con Marzemino, Barbera e Sangiovese.

Preafète Bio DOP

Valtènesi Rosé del Lago di Garda, nuova interpretazione di una esclusività enologica del territorio, localizzata sul vitigno Groppello.

Vegna Bio DOP

Vino rosso Groppello del Lago di Garda, pregiato vino considerato il Pinot nero di questa zona grazie alla sua complessità organolettica, ottenuto esclusivamente da uve di Groppello. Questo è stato il primo “Vincontro” a cui seguiranno altri in Franciacorta, nell’Oltrepò Pavese, in Valtellina ed altri ancora.

Neuroscienze e psicoacustica

Studiando e sperimentando, ho scoperto che è possibile unire le mie passioni per la musica e per il vino. Non un semplice accompagnamento musicale di sottofondo, che pur sempre può dare buoni risultati, ma l’interazione di un brano con un determinato vino, fino al raggiungimento di un’ottimizzazione dell’azione di tutti i nostri sensi.

Sì, quando sorseggiamo un buon vino crediamo che siano in azione il gusto e al massimo l’olfatto. Ma se ci pensiamo bene anche la vista, osservando il vino, il suo colore, la sua consistenza, la sua limpidezza ed eventualmente la sua effervescenza. Il tatto? Percepiamo la struttura, il corpo, l’astrigenza del vino. E l’udito? Sono numerose le ricerche che nell’ultimo ventennio neuroscienziati hanno effettuato sulla sinestesia.

Possiamo studiarla per applicazioni in materia di abbinamenti tra l’ascolto di vibrazioni acustiche prodotte da brani musicali e la degustazione di vini. Sinestesia come un fenomeno percettivo in cui vi è un sincronismo di due organi di senso, anche se la stimolazione riguarda uno solo di questi. Ho avuto la fortuna di incontrare un luminare di psicoacustica che, venuto a conoscenza delle mie intenzioni di creare abbinamenti tra musica e vino, si è subito attivato in sue nuove ricerche sulla materia.

Percezioni durante l’esperienza

Fatta questa premessa, torno a raccontarvi l’esperienza multisensoriale che abbiamo vissuto.

Ogni vino è stato degustato tre volte: la prima senza alcuna musica, la seconda con l’accompagnamento di un brano musicale e la terza con l’accompagnamento di un diverso brano musicale. Ho consegnato delle schede su cui annotare eventuali differenze percepite nelle varie degustazioni. Si è trattato quindi di una nuova esperienza multisensoriale in cui tutti i sensi concorrono congiuntamente per raggiungere un’ottimizzazione della degustazione del vino.

Negli abbinamenti proposti si è tenuto conto dal lato vino: di durezze, morbidezze, complessità, equilibrio; dal lato brano musicale: di frequenze, andamento, modo, voci. In questo “gioco” il fattore ambientale e quello soggettivo inevitabilmente hanno un ruolo importante nell’influire, in un modo o in un altro, sulla percezione di una migliore concordanza tra il brano ed il vino. Agli ospiti è stato chiesto di esprimere pareri sull’abbinamento di ciascun brano indicandone il livello di gradimento.

Nella degustazione diversi sono stati i risultati raccolti dai vari partecipanti:

  • in abbinamento alle bollicine rosè, il 60% ha preferito un brano di musica classica allegro;
  • con l’elegante rosè una ballata pop ha riscosso il 60% dei consensi che hanno definito l’abbinamento gradevole;
  • sorseggiando il rosso Groppello il 60% delle persone ha considerato abbastanza gradevoli entrambi i brani (uno di musica classica orchestrale e uno di musica pop acustica accompagnato da orchestra).

Siamo complessivamente soddisfatti di questa nuova esperienza a cui non avevamo mai pensato e che ci piacerebbe replicare, magari anche in casa” è stato il responso unanime.

Prossima esperienza

La prossima esperienza si terrà sarà il 4 novembre 2023 con le “3 Note di Franciacorta” presso “Tenute La Montina” di Monticelli Brusati (BS).

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