I cioccolati del Mediterraneo 2026: assegnate le tavolette d’oro

di Luigi Sances

Il 7 e 8 marzo 2026, Maglie è tornata a essere per due giorni la capitale italiana del cioccolato di eccellenza. La 24ª edizione de “I Cioccolati del Mediterraneo”, manifestazione curata dalla Compagnia del Cioccolato e resa possibile grazie al sostegno di Confcommercio Lecce, della Camera di Commercio di Lecce e del Comune di Maglie, ha richiamato produttori, degustatori, esperti e appassionati da tutta Italia. Una di quelle giornate in cui il Salento smette di essere periferia e diventa centro del mondo, almeno di quel mondo gourmand che ha fatto del cacao di qualità un linguaggio universale.

Non è un convegno, non è una fiera. È qualcosa di più intimo e più ambizioso insieme: un momento in cui la comunità italiana del cioccolato artigianale si guarda allo specchio, confronta il proprio lavoro, riconosce le eccellenze. E ogni anno, quel riflesso dice qualcosa di nuovo su dove sta andando il gusto, la cultura, la filosofia produttiva di questo Paese.

Sistema di valutazione

Il sistema di valutazione è impietoso nella sua onestà: 110 Chocolate Taster — i sommelier del cacao di Compagnia del Cioccolato — hanno assaggiato e valutato oltre 1.200 tipologie di cioccolato italiano, selezionando i migliori 48 distribuiti in 14 categorie.

Per la prima volta quest’anno il riconoscimento si articola in tre livelli: Gold (Tavoletta d’Oro), Silver (Medaglia d’Argento) e Bronze (Medaglia di Bronzo). Una struttura che permette di leggere le sfumature, non solo i primati.

È da questa classifica ufficiale che abbiamo costruito una graduatoria ponderata delle migliori quindici cioccolaterie italiane: 10 punti per ogni presenza in classifica, più 10 per ogni Gold, 8 per ogni Silver, 6 per ogni Bronze. Non una classifica di popolarità né di fatturato — ma una fotografia della qualità riconosciuta dai palati più allenati d’Italia.

Le 15 Migliori Cioccolaterie d’Italia 2026

Punteggio ponderato sulla base dei riconoscimenti ufficiali Tavoletta d’Oro 2026, assegnati da Compagnia del Cioccolato ai Cioccolati del Mediterraneo di Maglie.

Sistema di punteggio: finalista +10 punti (presenza in classifica), Gold + 10 punti aggiuntivi, Silver + 8 punti aggiuntivi, Bronze + 6 punti aggiuntivi

1Fratelli Gardini: Latte 42% · Dobloni al Gin · Cremino all’amarena · Sale di Cervia · Pralina Alkermes · Rustico muscovado — 6 categorie4 Gold – 1 Silver – 1 Bronze114 punti
2Cioccolato Maglio: Porcelana 100% · Cuyagua Criollo 55% · Amarene ricoperte · Caño el Tigre 80% · Papuasia — 5 categorie3 Gold – 1 Silver – 1 Bronze94 punti
3Slitti: Pralina passion fruit · Gran Cacao 73% · Lattenero 45% · Riccosa nocciole · Fico alla Sambuca — 5 categorie1 Gold – 3 Silver – 1 Bronze90 punti
4Colzani: Nocciole e cacao · São Tomé 78% · Perù + latte 45% · Milano bitter — 4 categorie1 Gold – 1 Silver – 2 Bronze70 punti
5Sabadì: Scuro mascobado 70% · Affinato all’assenzio · SIRACUSA limone e menta — 3 categorie2 Gold – 1 Silver58 punti
6Amedei: Toscano black 63% · Toscano black 100% · Toscano brown 32% — 3 categorie1 Gold – 2 Silver56 punti
7Gobino: Tourinot +39 · Giandujotto Indonesia · Scorze Bergamotto ricoperte — 3 categorie1 Gold – 2 Silver56 punti
8Domori: Criollo Chuao 70% · Criollo 80% — 2 categorie1 Gold – 1 Silver38 punti
9Manufatto Cacao: Latte sapido 38% · Tavoletta di Pisa caramello e pinoli — 2 categorie1 Gold – 1 Silver38 punti
10Majani: Latte Sur del lago 33% · Sur del Lago 100% — 2 categorie1 Gold – 1 Bronze36 punti
11Bernardi: Enigma bianco amaretto e mandorle · Cremino alla nocciola — 2 categorie1 Silver – 1 Bronze34 punti
12Venchi: 77% nibs · Nougatine — 2 categorie2 Bronze32 punti
13Castagna: Giuinott — Gianduia1 Gold20 punti
14Vellino: Meta Macarena latte 38% — Latte Monorigine1 Silver18 punti
15Carola Stacchezzini: La Farcitissima liquirizia — Ripieni1 Silver18 punti

I protagonisti: quattro ritratti, una storia comune

Ogni classifica racconta storie di persone prima ancora che di prodotti. Dietro ogni tavoletta premiata c’è qualcuno che ha scelto di fare le cose con pazienza, con cura, spesso controcorrente. Ecco i protagonisti che più di tutti hanno segnato questa 24ª edizione.

Fratelli Gardini: la maison che non sbaglia una categoria

Se dovessi indicare il nome dell’edizione 2026, lo direi senza esitare: Fratelli Gardini. Non perché abbiano avuto una sola grande intuizione, ma perché ne hanno avute sei — e tutte precise, tutte in categorie diverse. Il Latte 42% nella categoria Latte Alta Percentuale. I Dobloni al Gin primo nei Ripieni. Il Cremino all’amarena nel Cremino. Il sale di Cervia con liquirizia negli Aromatizzati. La Pralina Alkermes nella Pralina. Il Rustico muscovado 74% nei Grezzi. Centoquattordici punti, quattro ori, sei presenze: non è un colpo di fortuna, è un metodo. È la firma di una maison che sa che cosa fa, e lo fa bene ogni volta.

Quello che colpisce di Gardini non è la quantità, ma l’ampiezza del registro. Dal cioccolato al latte al monorigine estremo, dal prodotto elaborato al grezzo con zucchero muscovado: la padronanza tecnica e la creatività convivono senza contraddirsi. È questo che distingue le grandi maison dai bravi produttori: la capacità di essere coerenti su tutto il catalogo, non solo eccellenti su un singolo prodotto di punta.

Cioccolato Maglio: il calesse del 1875 arriva fin qui

C’è un’immagine che racchiude in sé l’intera storia della famiglia Maglio: un calesse che attraversa la piazza di Maglie a fine Ottocento, sollevando polvere di strada tra zoccoli di cavalli e viandanti in cerca di ristoro. Quel calesse, semplice simbolo di accoglienza allora, oggi firma con eleganza scatole di cioccolato che dal Salento viaggiano verso il mondo. E che quest’anno — proprio a Maglie, da padroni di casa straordinari — portano a casa tre ori, un argento e un bronzo: il riconoscimento più bello davanti al proprio pubblico.

Maglio Arte Dolciaria non è soltanto un produttore di cioccolato. È un’azienda familiare con radici che affondano nel 1875, quando Antonio Maglio aprì a Maglie una locanda con cambio cavalli che nel tempo si trasformò in pasticceria, poi in fabbrica di dolciumi, poi in realtà bean to bar di livello internazionale. Sei generazioni di passione, rigore e identità territoriale che oggi si esprimono — tra le tante cose — nel Cuyagua Ocumare Criollo 55%, cioccolato al latte che porta nel nome le coordinate geografiche e genetiche della sua origine, e nel Porcelana 100%, uno tra i cacao più rari al mondo, con il seme bianco caratteristico della varietà.

Amedei: tre premi che raccontano una visione integra

C’è un posto in Toscana, a Pontedera, dove il cacao si trasforma in qualcosa di straordinario. Si chiama Amedei, ed è molto più di una cioccolateria: è un manifesto. Fondata nel 1990 da Cecilia Tessieri — unica donna al mondo a detenere il titolo di maître chocolatier — l’azienda ha riscritto le regole del cioccolato artigianale italiano, ed è oggi parte del Gruppo Ferrarelle, senza che nulla di essenziale sia cambiato nella sua anima.

Tre premi alla Tavoletta d’Oro 2026 che coprono l’intera gamma: il Gold nel Fondente con il Toscano Black 63% — e qui bisogna fermarsi un momento. In un mondo in cui la percentuale alta è ancora considerata da molti sinonimo di qualità, premiare un 63% con il massimo riconoscimento è un atto quasi rivoluzionario. Significa che la giuria ha riconosciuto ciò che chi degusta con attenzione sa già: la vera sfida non è spingersi verso l’amaro estremo, ma trovare l’armonia perfetta tra gli ingredienti. Un 63% con cacao eccezionali può regalare complessità che molti fondenti da 90% non avvicinano nemmeno.

Poi il Silver nella Massa di Cacao 100% e il Silver nel Cioccolato al Latte con il Toscano Brown 32%: un arco che copre tutta la gamma, dalla severità assoluta alla seduzione più morbida, con la stessa coerenza qualitativa. Come ha detto il manager Giuseppe Vecchioni incontrato a Maglie: “L’innovazione deve andare di pari passo con la tradizione, per offrire sempre dei cioccolati molto amabili al mercato.”

Sabadì: la Sicilia del cacao, tre medaglie in tre prodotti

C’è qualcosa di ammirevole nell’efficienza qualitativa di Sabadì: tre prodotti in classifica, tre medaglie. Nessuno spreco, nessun prodotto di riempimento. La doppietta nei Cioccolati Grezzi — Gold con lo Scuro al zucchero mascobado 70% e Silver con il SIRACUSA al limone e menta essiccati — racconta una filosofia precisa: usare lo zucchero come fa la natura, non come fa l’industria. Il mascobado è uno zucchero grezzo di canna, non raffinato, che conserva melassa, minerali e umidità. Cambia il profilo aromatico del cioccolato in modo sostanziale, aggiunge rotondità dove normalmente ci sarebbe solo dolcezza. Il secondo Gold negli Aromatizzati con l’Affinato all’assenzio completa il profilo di un’azienda che non teme la complessità, anzi la cerca.

Il palmarès completo: 14 categorie

La classifica ufficiale della Compagnia del Cioccolato: 48 prodotti selezionati tra oltre 1.200. Ogni categoria, ogni medaglia.

Fondente:

GOLD: Amedei-Toscano black 63%
SILVER: Domori – Criollo 80%
SILVER: Slitti -Gran Cacao 73%
BRONZE: Staccoli – Equatoriale 80%
BRONZE: Venchi – 77% nibs
Fondente Monorigine:

GOLD: Domori – Criollo Chuao 70%
SILVER: Maglio – Caño el Tigre 80%
BRONZE: Colzani – São Tomé 78%
Massa di Cacao 100%:

GOLD: Maglio – Porcelana 100%
SILVER: Amedei – Toscano black 100%
BRONZE: Majani – Sur del Lago 100%
Latte:

GOLD: Manufatto Cacao – Latte sapido 38%
SILVER: Amedei – Toscano brown 32%
BRONZE: La Perla – Finissimo al latte 33%
Latte Monorigine:

GOLD: Majani – Latte Sur del lago 33%
SILVER: Vellino – Meta Macarena latte 38%
BRONZE: Maglio – Papuasia 36%
Latte Alta Percentuale:

GOLD: Gardini – Latte 42%
GOLD: Maglio – Cuyagua Ocumare Criollo 55%
SILVER: Colzani – Perù + latte 45%
SILVER: Slitti – Lattenero 45%
Gianduia:

GOLD: Castagna – Giuinott
GOLD: Gobino – Tourinot +39
SILVER: Gobino – Giandujotto Indonesia
Ripieni:

GOLD: Gardini – Dobloni al Gin primo
SILVER: Carola Stacchezzini – La Farcitissima liquirizia
BRONZE: Castello Pandino – Nocciola, cocco e mandarino
Cremino:

GOLD: Gardini – Cremino all’amarena
SILVER: Varvaro – Cremino a 3 strati
BRONZE: Bernardi – Cremino alla nocciola
Pralina:

GOLD: Slitti – Pralina passion fruit
SILVER: Bernardi – Enigma bianco, amaretto e mandorle
SILVER: Gardini – Pralina Alkermes
BRONZE: Villa – Pralina al Rum
Frutta Ricoperta:

GOLD: Maglio – Amarene ricoperte di cioccolato
SILVER: Gobino – Scorze di Bergamotto candite ricoperte
BRONZE: Slitti – Fico mio, fichi calabacita alla Sambuca
Aromatizzati:

GOLD: Sabadì – Affinato all’assenzio
GOLD: Gardini – 38% cacao & sale di Cervia con liquirizia
SILVER: Manufatto Cacao – Tavoletta di Pisa caramello e pinoli
BRONZE: Rukét Chocolate – Cioccolato con rum
BRONZE: Colzani – Milano bitter 80%
Cioccolati Grezzi:

GOLD: Sabadì – Scuro con zucchero mascobado 70%
SILVER: Sabadì – SIRACUSA — limone e menta essiccati
BRONZE: Gardini – Rustico con zucchero muscovado 74%
Spalmabili:

GOLD: Colzani – Nocciole e cacao
SILVER: Slitti – Riccosa 51% di nocciole
BRONZE: Venchi – Nougatine

Sei cose che ci dice questa classifica

Il palmarès 2026 non è solo una lista di vincitori. È una lettura del mercato, dei gusti, delle scelte. Ecco i sei segnali che non si possono ignorare.

Il cioccolato al latte non è più di serie B

Tre categorie interamente dedicate al latte e tutte piene di protagonisti eccellenti: Majani, Manufatto Cacao, Maglio, Gardini, Slitti, Colzani, Amedei. I monorigine arrivano finalmente nei latti, con risultati di complessità aromatica sorprendenti. Il consumatore gourmand ha smesso di considerare il fondente l’unica via alla qualità.

Addio al mito della percentuale alta

Il Gold ad Amedei con il Toscano Black 63% è la notizia culturale più importante. Chi pensa che un 90% sia “migliore” di un 63% confonde la materia prima con il risultato. L’eccellenza sta nell’armonia tra gli ingredienti, nella qualità del cacao, nella cura della lavorazione — non nel numero sull’etichetta.

Il Criollo come scelta etica prima ancora che aromatica

Domori con il Chuao 70%, Maglio con il Porcelana 100%: due Gold per due tra i cacao più rari al mondo. La vera storia è nelle filiere: mappature genetiche, accordi diretti con i produttori, protocolli di fermentazione controllata. Il Criollo è una dichiarazione di valori, non solo di gusto.

Lo zucchero non raffinato cambia tutto

Sabadì domina i Cioccolati Grezzi con zucchero mascobado e muscovado. Lo zucchero non raffinato porta con sé minerali, umidità, complessità aromatica che lo zucchero bianco non ha. Sempre più produttori lo scelgono, e i palati più attenti lo riconoscono come elemento di qualità a sé stante.

Il territorio come ingrediente, non come sfondo

Sale di Cervia, pinoli toscani, fichi calabresi, liquirizia, sambuca, bergamotto: gli aromatizzati raccontano una geografia dell’Italia intera. Non è folklore — è una precisa scelta di identità. Il cioccolato che porta nel gusto il territorio di chi lo ha fatto racconta una storia vera.

La qualità trasversale batte la specializzazione

Gardini vince in sei categorie diverse. Slitti in cinque. Maglio in cinque. Il premio non va alle aziende specializzate in una sola nicchia, ma a quelle che mantengono un livello altissimo su tutto il catalogo. Nel cioccolato artigianale del 2026, la coerenza è la forma più rara di eccellenza.

Un atto d’amore per il territorio e per il cacao

Chiudo questo articolo con una riflessione che va oltre il palmarès. I Cioccolati del Mediterraneo 2026 sono stati anche — e forse soprattutto — una dimostrazione che il Salento sa ospitare l’eccellenza italiana senza complessi, con quella naturalezza propria di chi non ha nulla da dimostrare e tutto da offrire. Un evento che non nasce per caso, ma è il frutto di un lavoro collettivo, di istituzioni che credono nel territorio e di imprenditori che lo abitano con orgoglio.

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