Cosa si intende per Vini d’Artista?

di Daila Lipfird

I Vini d’Artista sono tutti quei vini le cui etichette sono firmate da artisti noti o emergenti. Sono vini con i quali, se il sapore e le peculiarità rimangono inalterate, la cantina ne guadagna in termini di pregio e di creatività.

In un precedente articolo abbiamo già detto che l’etichetta del vino, insieme al volume e al design della bottiglia, è tra i primi elementi a colpire l’attenzione di un consumatore.

È compito dell’etichetta indurre curiosità in colui che acquista: deve essere intrigante, raccontare visivamente il carattere del vino e di chi lo produce, far immaginare sensazioni e trasmettere emozioni ancora prima di degustare il contenuto della bottiglia.

L’etichetta diventa spesso il luogo, “la piazza” per la divulgazione delle caratteristiche del territorio, manifestazione di idee politiche, affetti, ricordi, interessi artistici, studi letterali e filosofici, teorie alimentari, emozioni, eredità, memoria e sentimentalismi. L’etichetta diventa, quindi, una testimonianza tangibile che sintetizza l’intento del vignaiolo.

Le etichette ormai sono paragonabili a luoghi in cui si conquista uno spazio di discussione, spazio inteso come mezzo per dare voce a una causa più grande della sola parte liquida. Altre volte, invece, diventa luogo in cui il produttore manifesta il proprio ego, crea la storia mitologica della cantina prima ancora di quella del prodotto contenuto nella bottiglia.

Il vino con i suoi colori, i suoi riflessi, i suoi sentori e i suoi aromi sa soddisfare il palato, sa risvegliare ricordi, sa suscitare emozioni; la label, oltre a stuzzicare la fantasia, introduce al piacere della degustazione e della convivialità. Questo è il motivo per cui le cantine, che commissionano agli artisti le loro etichette, sanno di acquisire una marcia in più.

Museo internazionale dell’etichetta

In Italia, a Cupramontana (AN), dal 1987, esiste il Museo Internazionale dell’Etichetta del Vino.
Un luogo interamente dedicato all’arte delle “stampe” per vino, le cui origini risalgono alla metà del 1700 in Francia e che trova, poi, una prima grande diffusione con l’invenzione della litografia sul finire dello stesso secolo.

Per gli appassionati del genere in Italia dal 1990 esiste l’’Associazione Italiana Collezionisti Etichette Del Vino (A.I.C.E.V.).

Storia di alcuni Vini d’Artista del Sud Italia

Ecco la storia di alcuni dei Vini d’Artista prodotti nel Meridione d’Italia.

Torelle

Torelle ha una storia molto particolare alle spalle, segnata dal sacrificio e dal dolore.

L’azienda nasce nel 2014 per volontà di Emanuele Guardascione, giovane agronomo ed enologo.

Nel 2009, prima ancora di laurearsi, Emanuele acquista 16 ettari di terreno in località Torelle nel Comune di Sessa Aurunca (CE), ai piedi del vulcano spento di Roccamonfina.

Emanuele aveva un grande sogno da realizzare: diventare prima un bravo viticoltore e, successivamente, consulente presso aziende campane.

Nel 2014, ad appena 29 anni, Emanuele riesce a fare la sua prima vendemmia ma, subito dopo, malauguratamente si ammala. Nel 2016, inaspettatamente e prematuramente, Emanuele viene a mancare lasciando nelle mani della sorella il suo progetto e la sua azienda.

Nella sua breve esistenza Emanuele, dopo aver conseguito la laurea in Scienze Agrarie all’Università di Portici, programma, progetta e getta le basi per costruirsi un felice avvenire. 

In poco tempo riesce a farsi conoscere ed apprezzare.

Ricopre il ruolo di Presidente della Coldiretti di Napoli e successivamente collabora con Pierpaolo Sirch presso i Feudi di San Gregorio.

Si forma e si perfeziona presso una grande scuola, grazie all’incontro con i fratelli Paola e Bruno De Conciliis, con i quali ha condiviso affettuosamente una vera amicizia e cementato esperienze di vita e di lavoro.

Successivamente, la presenza di Paola e Bruno sarà determinante quando Giuliana Guardascione eredita il lavoro del fratello e decide di continuare quello che lui aveva iniziato per non disperdere un così importante patrimonio, prima di valore umano e poi di risorse.

In quel tragico momento Paola e Bruno le sono stati accanto, l’hanno seguita, incoraggiata, guidata ed indirizzata per la giusta via. Dalla vendemmia 2018 è subentrato come consulente enologico Gennaro Reale,il quale ha confermato la proposta di quattro etichette di vino.

Oggi Torelle vanta 3 ettari di proprietà con una produzione annua di 15.000 bottiglie. La cantina è a Cascano in un antico oleificio di inizio Novecento e l’azienda è in conversione biologica.

Emanuele aveva le idee molto chiare anche su quelle che sarebbero state le etichette dei suoi vini. Sapeva fin dall’inizio che il tocco d’artista avrebbe dato al suo vino ancora più valore.

Emanuele ha coinvolto nel progetto la sua grande amica Ludovica Bastianini, artista internazionale, e la ingaggia per realizzare le etichette per i suoi vini. Dopo vari esperimenti, nascono le tre etichette per la Falanghina, l’Aglianico e l’Aglianico rosato.

Quello che viene rappresentato ricorda sia il segno lasciato dal piede di un calice, sia l’Ensō giapponese, simbolo sacro nel Buddhismo Zen che simboleggia la pienezza dell’illuminazione e in qualche modo l’universo stesso.

Qualche anno dopo, su richiesta di Giuliana, Ludovica realizza l’etichetta del Falè 2014, completamente dedicata a Emanuele. Ludovica interpreta alla perfezione l’intento di Giuliana nel voler ricordare la presenza di Emanuele, con un tocco delicato e profondo.

Tutte le etichette sono state realizzate ad acquerello esattamente come voleva Emanuele.

Torelle - Aglianico e Falanghina

Feudi di San Gregorio

L’azienda Feudi di San Gregorio, marchio simbolo del rinascimento enologico del Meridione d’Italia, fin dall’inizio ha fatto suo il credo filosofico secondo il quale la nascita di un vino ha lo stesso processo creativo di un’opera d’arte.

Negli anni si è avvalsa di collaborazioni con grandi nomi del mondo del design, dell’architettura, dell’arte e della fotografia. 

Dal genio di Massimo Vignelli, da cui sono nate dal 2001 in poi tutte le rivoluzionarie etichette di Feudi, al duo Simeone Crispino e Stella Scala, meglio conosciuti come Vedovamazzei, fino al grande maestro della fotografia Mimmo Jodice.

Casa vinicola Donnafugata

Il mondo dei vini e dell’arte è contraddistinto anche da Gabriella Anca Rallo e dal marito Giacomo, fondatori della casa vinicola Donnafugata.

Nel 1994 l’incontro casuale con Stefano Vitale ha segnato l’inizio di una lunga avventura condivisa: tra loro nasce una collaborazione professionale che presto diventa un legame di profonda amicizia. 

Gabriella ha chiesto di portare i colori della Sicilia nella comunicazione del vino: colori forti e vivi

In oltre 20 anni Stefano Vitale realizza così le illustrazioni per 20 etichette dei vini Donnafugata: una per l’olio ed altre ancora dedicate al progetto e ai CD Donnafugata Music & Wine.

L’ultima opera realizzata da Vitale per Donnafugata risale al 2018 e rappresenta il giardino pantesco donato al FAI, simbolo della collaborazione tra l’azienda vitivinicola siciliana e la Fondazione, presente alla mostra “Inseguendo Donnafugata”.

Inoltre, Donnafugata ha stretto due collaborazioni con Dolce&Gabbana dando vita prima al Tancredi 2017 Edizione Limitata, rosso dal colore rubino intenso che unisce note di frutta rossa, gelso e mirtillo, a tocchi balsamici e a delicati sentori di liquirizia e tabacco dolce.

Successivamente fu lanciato Rosa, un inedito vino rosato dalla personalità fruttata e floreale.

Donnafugata - Angheli

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