di Roberta Scano
Oliena è un paese che ha origini antichissime, come dimostrano le numerose testimonianze nuragiche e i siti archeologici. L’economia è legata all’agricoltura, alla viticoltura e all’artigianato.
Si tratta di un borgo incastonato tra montagne calcaree e vallate fertili. Il monte Corrasi è la sua montagna identitaria, ai suoi piedi sgorga dalle rocce Su Gologone, sorgente carsica dalle acque chiare e fresche.
Il mio itinerario nel territorio di Oliena inizia dalla cantina dei F.lli Puddu, una delle realtà più autentiche della viticoltura Barbaricina e anche simbolo del Nepente di Oliena.
Cantina F.lli Puddu: tra vigne e memoria
Le vigne si trovano a Oliena, nel cuore della Barbagia. Il paesaggio è incantevole, incorniciato dalla maestosità del Supramonte. Qui nasce il Nepente di Oliena che da secoli incarna la voce del territorio e la sua cultura.
Al mio arrivo mi accoglie Nina Puddu, una dei tre figli di Giovanni Antonio. Mi racconta che nel 1976, il padre decide di impiantare i primi 30 ettari di vigneto e con coraggio e visione trasforma un sogno in realtà.
Oggi l’azienda agricola dei F.lli Puddu ha ampliato l’attività con la produzione di olio e salumi, tuttavia il cuore dell’azienda resta il vino, racconto di autenticità, attaccamento alla terra e orgoglio barbaricino.

Pro Vois: il vino che racconta un padre, una terra, una famiglia
Nina mi spiega che il vino Pro Vois è un omaggio al padre, ma anche a chi condivide la loro storia. “Pro Vois” significa “per voi”, è un Cannonau di Sardegna Riserva DOC, Nepente di Oliena.
Pro Vois rappresenta la visione, l’ostinazione e l’amore del padre per questa terra. Nasce da uve selezionate, provenienti dai vigneti più vecchi della Famiglia Puddu, che si trovano a Oliena, a ridosso del monte Corrasi.
Degustiamo insieme l’annata 2019, è un vino intenso di frutta rossa matura, con note balsamiche e di spezie, in un equilibrio che parla di maturità. Ogni sorso di Pro Vois è un invito a condividere e portare con sé un frammento di questa terra.

Tra tradizione e ospitalità: la casa di Pasquale e Patricia
Il mio viaggio prosegue nel cuore del borgo di Oliena, all’Osteria Santa Croce, dove mi attendono i padroni di casa Pasquale e Patricia. Il luogo è concepito come una home restaurant: un ambiente rustico e accogliente che richiama le case di un tempo.
Pasquale e Patricia accolgono gli ospiti come in casa propria, calore umano e generosità sono tratti distintivi dell’osteria. La loro filosofia è chiara: materie prime locali, prodotti a km 0, piatti fatti in casa che trasmettono l’autenticità della Barbagia.
Il mio itinerario del “gusto” all’Osteria Santa Croce inizia prima con una degustazione di salumi e formaggi della casa, melanzane dell’orto, funghi trifolati, ricotta e pane carasau.
A seguire, ravioli di formaggio con ragù di carne, porcetto sardo con patate e alla fine la seadas croccante ripiena di formaggio filante con una pioggia di miele. Ogni assaggio è deliziato dal Cannonau in purezza di produzione propria, il vero protagonista di questo mio viaggio a Oliena.
Pasquale e Patricia mi raccontano di aver ospitato Samantha Cristoforetti che, prima di volare nello spazio, ha affrontato i sentieri impervi del Supramonte. Sono assolutamente certa che non viaggerò nello spazio, ma ritornerò sulle orme di Samantha per un altro capitolo del mio viaggio.

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