Riseria Magisa: il riso buono di Sibari

di Giuseppe Maritato

La Riseria Magisa è una piccola realtà, che nasce e si sviluppa a Sibari nel cuore della Piana, fondata da Giuseppe Praino e da Maria Fazio nel secondo dopoguerra.

I due cominciano questa passione grazie alla costituzione dell’Ente di Riforma Fondiaria che acquisiva i terreni per poi conferirli ai cittadini come incentivo per intraprendere un’attività nel mondo agricolo.

Così, con l’assegnazione di un podere di pochi ettari, Giuseppe e Maria iniziarono questa attività e, con la forza e la caparbietà, cominciarono ad affermarsi sempre di più, collaborando con varie aziende del territorio, fino a realizzare l’antico sogno dei contadini meridionali: possedere un pezzo di terra e farlo diventare fonte di sostentamento.

L’azienda

La Riseria Magisa si impegna da anni a esaltare le qualità organolettiche del riso prodotto nella Piana di Sibari, mediante un sistema di lavorazione del tutto artigianale.

L’esperienza maturata nel settore della risicoltura e della lavorazione del riso le hanno permesso di intraprendere una nuova sfida lavorativa sull’utilizzo di tecniche innovative, ottenendo così brevetti esclusivi per la regione Calabria.

Il motto dell’attività è il cuore e la passione

Come diceva Giuseppe Praino nel 1959, l’agricoltura per sua natura non consente divisioni di lavoro. Un’azienda agricola, ancor più se a gestione familiare, è intrinsecamente calata in un contesto sociale e ambientale, di un determinato territorio che, se seguito con costanza, diligenza e passione, viene premiato dandone l’esclusività.

Giuseppe Praino sosteneva, inoltre, che i loro prodotti si nutrono di ingredienti autoctoni del luogo che, naturalmente, non sono riproducibili altrove. Per queste ragioni, l’azienda è la priorità della famiglia. Il lavoro familiare è un’alchimia inseparabile di “doni” e di “scambi”.

La nuova generazione

L’attività fu successivamente proseguita da uno dei cinque figli, Giancarlo. È lui che continua l’impresa familiare dal 1980 fino al 2016, mantenendo quella che era l’attività originaria. La sua famiglia ha sempre coltivato la terra e proprio lui lavorò a lungo con i suoi genitori fin dai tempi giovanissimi, come coadiuvante.

Un binomio, dunque, quello “giovani – terra” che funziona e mostra come l’agricoltura sia sempre più un settore strategico e abbia un ruolo determinante anche dal punto di vista occupazionale. Ecco perché la scelta di Giancarlo di passare poi il testimone alle sue tre figlie. Nasce così la società agricola MSG capitanata da Maria, Sara e Giusi Praino. Acronimo nato dalle iniziali delle tre giovani sorelle.

Il loro fiore all’occhiello è sicuramente il Riso buono di Sibari coltivato in condizioni ambientali straordinariamente favorevoli e incontaminate. La coltivazione si estende lungo una superficie di oltre 400 ettari, grazie a un particolare equilibrio pedologico locale che consente di tenere sotto controllo le risalienze saline della Piana. Il clima della Piana di Sibari, il meraviglioso mare Ionio, il vento fresco che arriva dalle montagne, permette al riso di godere di importanti vantaggi naturali. Ed ecco che il prodotto si distingue da quello di altre zone d’Italia. Fino a diventare uno dei più buoni e ricercati d’Italia. Il riso di Sibari viene definito un’eccellenza, anzi una rarità.

Ricette speciali

Ecco alcune ricette d’autore per utilizzare al meglio il riso prodotto dalla Riseria Magisa.

Gange, finferli, zucca e scamorza affumicata (ricetta dello chef Antonio Franzè, Associazione Professionale Cuochi Italiani – Calabria)

Ingredienti (per 4 persone)

320 grammi di riso Gange Magisa (linea tradizionale), 300 grammi di finferli, 250 grammi di zucca, 120 grammi di scamorza affumicata, 120 grammi di panna fresca, 1 spicchio d’aglio, sale, olio e pepe.

Procedimento

Cuocere il riso per il tempo indicato sulla confezione in abbondante acqua salata con un cucchiaio di aceto. Successivamente raffreddarlo a temperatura ambiente. Sbollentare i finferli e successivamente tagliarli e ripassarli in padella con lo spicchio d’aglio in camicia. Cubettare la zucca a mezzo centimetro per lato e cuocerla in forno con sale e olio per 7 minuti. Fondere la scamorza con la panna e passare a un passino a maglie strette. Appena freddi, unire tutti gli ingredienti come fosse un’insalata e aggiungere eventualmente qualche seme di zucca.

Piatto di risotto

Risotto allo zafferano del Re, Caciocavallo di Ciminà e mandorle (ricetta dello chef Antonella Torcasio, Associazione Professionale Cuochi Italiani – Calabria)

Ingredienti (per 4 persone)

240 grammi riso Carnaroli Magisa (linea tradizionale), 0.05 grammi di pistilli di zafferano del Re, 100 grammi di caciocavallo di Ciminà, 40 grammi di vaccino stagionato grattugiato, 100 grammi di mandorle tostate, 1 litro di brodo vegetale, olio extravergine di oliva e sale q.b.

Procedimento

In un pentolino tostiamo il riso senza aggiunta di nessun grasso. Quando non riusciamo più a toccarlo per la sua temperatura, bagniamo con del brodo e aggiungere lo zafferano precedentemente sciolto in acqua. Portiamo a cottura aggiungendo il brodo mano a mano. Verso fine cottura, assaggiare e regolare di sale. Aggiungiamo il caciocavallo ed il formaggio grattugiato. Infine mantechiamo con olio extra vergine di oliva a filo il tutto a fuoco spento. Serviamo con lamelle di mandorle tostate.

Risotto allo Zafferano

Risotto alla liquirizia con gambero crudo e tartufo nero del Pollino (ricetta dello chef Francesco Pucci, Presidente di APCI – Calabria e Ambasciatore del Gusto)

Ingredienti (per 4 persone)

320 grammi di riso Grandi Chicchi Magisa, 1,5 litri di brodo vegetale, 100 grammi di fior di latte di podolica, 12 gamberi rossi del Tirreno, Tartufo q.b., Liquirizia q.b.

Procedimento

Tostiamo il riso a secco, quando non riusciremo più a toccarlo con le nostre mani, aggiungiamo il primo mestolo di brodo bollente, portiamo a cottura aggiungendo man mano il nostro brodo e aggiustiamo di sale. Una volta portato a cottura, mantechiamo con il fior di latte frullato e la liquirizia a nostro gusto. Adagiamo sul riso i gamberi puliti marinati con un po’ di timo e concludiamo con qualche lamella di tartufo.

Risotto alla liquirizia e gamberi

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