di Federica Russo
Seconda tappa del viaggio alla scoperta della birra nei fumetti, tra maestri, orzo e tanta vita. Dopo le avventure galliche di Asterix e Obelix, ci spostiamo di poco per raggiungere il Belgio.
Oggi non posso non presentarvi la famiglia Steenfort (no, non Bradford…quello era un telefilm!), la cui discendenza nasce in Belgio nel 1854 e termina nel 1997. Ma chi sono questi Steenfort? Indovinate un po’…sono proprietari di un birrificio!
I Maestri dell’Orzo (Les Maîtres de l’Orge) è una saga a fumetti scritta da Jean Van Hamme, leggenda vivente della “Bande Dessinée” belga, autore tra l’altro di “Thorgal”, “XIII” e “Largo Winch” e disegnata magistralmente da Francis Vallès con il suo tipico tratto dinamico, fluido e molto particolareggiato.
L’opera completa comprende ben 7 volumi pubblicati dal 1992 al 1997 più un ottavo riepilogativo. La serie è stata distribuita in Italia anche in un unico volume all’interno della collana “I Classici del Fumetto di Repubblica – Serie Oro” (2005).
Io mi sono innamorata di questa storia fin da subito, leggendo l’introduzione del primo capitolo:
“Nel 1854 all’età di 43 anni, Jacob Christian Jacobsen porta di nascosto due vasi di prezioso lievito alla sua birreria di Copenaghen. Quel lievito viene dalla fabbrica di Gabriel Sedlmayr, il grande birraio tedesco….”.

Ditemi voi se esiste un incipit migliore!
Benvenuti a casa Steenfort
La storia degli Steenfort e del loro birrificio può essere considerata una vera e propria saga familiare dove birra, intrighi, passioni, avidità e vendette la fanno da padrona. Ingredienti che si fondono dando vita ad una trama coinvolgente e unica nel suo genere che spazia tra diversi stili letterari.
Si trovano elementi del romanzo d’amore come tradimenti, turbamenti e sesso, indizi del racconto giallo con i segreti, i furti e la ricerca della verità, ma anche tocchi più cupi tipici delle atmosfere dark.
La sceneggiatura di Van Hamme fa rimanere col fiato sospeso dall’inizio alla fine, la narrazione è intercalata da continui colpi di scena ed effetti sorpresa, resi ancora più efficaci dalle matite di Vallès.
…e il bello deve ancora venire…
Vi ho fatto venire voglia di sfogliare qualche pagina?!?…Sì?!?…Allora qui sotto trovate un po’ di assaggi per sentirvi mastri birrai per qualche minuto e godere della maestria degli autori.

Un piccolo cenno alla cittadina di Lembeek, nel Brabante Fiammingo. Patria storica delle birre a fermentazione spontanea che si pensa abbia dato il nome anche allo stile birrario, appunto il “Lambic”. Dalla reazione però dell’uomo in secondo piano si capisce che non è proprio di suo gusto!!!

Il mastro birraio è sempre attento e scrupoloso, controlla con cura ogni passaggio della produzione. Questo, in particolare, rappresenta tradizionalmente una fase cruciale, quando, durante la fase di fermentazione tumultuosa, il mosto trabocca dalle botti lasciate aperte.

Molte vignette mostrano l’interno del birrificio nelle varie epoche e, quindi, saltano all’occhio strumenti antichi che non si usano più o che si sono evoluti nel tempo. In copertina e non solo, si ritrova la “pala da birraio” o, per meglio dire, “pala da birraia”, come si vede nel disegno. Si presenta come una pala di legno a forma di trapezio con grossi buchi per mescolare il mosto ed evitare, così, la formazione di grumi durante la fase di ammostamento.

Ed anche il Belgio, alla fine dell’Ottocento, è testimone del progresso in campo birrario. Le birre a bassa fermentazione iniziano a farsi strada nel mercato. In questo caso, una birra lager viene portata direttamente da Monaco di Baviera alla tavola del capostipite della famiglia che ne apprezza il tipico colore chiaro.
Manaccia mia, statti ferma!
Basta, basta…Altrimenti rischio di svelare troppo! Anche se, come potete immaginare, le curiosità descritte sono solo la piccolissima punta di un iceberg narrativo.
Sembrerebbe quasi impossibile rendere elettrizzanti e trascinanti le vicissitudini di un birrificio, ma i due artisti ci riescono alla perfezione. In fin dei conti, ciò che viene raccontato è, soprattutto, l’animo umano in tutte le sue sfaccettature, anche quelle più torbide ed oscure.
Ecco perché è una lettura adatta a tutti: gli appassionati di birra trovano curiosità ed aneddoti, gli amanti di storia hanno sottomano un compendio dell’età contemporanea analizzata da un punto di vista inusuale, chi, infine, ama le serie tv qui ne ha una a disposizione a portata di mano!
Tuffatevi anche voi tra i disegni di questo volume e lasciatevi conquistare dalla trama avvincente. “I Maestri dell’Orzo” sono una prova inconfutabile di come i fumetti siano diventati ormai un “genere letterario in perfetto equilibrio tra arte e letteratura” (cit. Attilio Bertolucci, poeta e padre dei registi Bernardo e Giuseppe).
Scopri il tuo potenziale!
Se hai trovato interessante questo articolo e desideri approfondire ulteriormente il mondo della sommellerie, non perdere l’opportunità di partecipare ai nostri corsi. Visita il sito della Scuola Italiana Sommelier e inizia il tuo percorso verso l’eccellenza. Ti aspettiamo per condividere la nostra passione e offrirti gli strumenti per diventare un sommelier esperto!
Se vuoi approfondire ancora di più, ti invitiamo a esplorare anche gli altri articoli correlati che trovi in fondo alla pagina. Sono pensati per arricchire ulteriormente le tue conoscenze e mantenerti coinvolto in questo affascinante mondo.