di Luca Ciurleo
Ha fatto scalpore, soprattutto sul web, la notizia, di qualche settimana fa, di aver trovato il caffè meno caro d’Italia: 0,30 euro per una tazzina di espresso.
Il bar si trova in Sicilia, ad Alia, provincia di Palermo, e i giornali hanno dato la notizia di questo prezzo bassissimo (persino alle macchinette automatiche costa di più!), scatenando le solite polemiche, quasi a voler tacciare i baristi di volersi approfittare dei clienti perché, se ci riescono a tenere i prezzi bassi ad Alia, possono farlo anche nel resto del Paese.
Ma siamo sicuri che questa notizia abbia fatto del bene al mondo del caffè, matrice alimentare della quale noi italiani siamo molto (troppo?) ignoranti? Probabilmente no, anzi la notizia è stata fortemente deleteria e ha acuito l’italica ignoranza su questo prodotto culturalmente così importante.
Il problema del costo del caffè
Caffè, biglietto del tram e quotidiano. Questi tre prodotti erano legati da un rapporto stabile e avevano lo stesso costo. Almeno fino a pochi anni fa, quando sia quotidiani che mezzi pubblici hanno subito una vera e propria impennata dei prezzi, mentre la tazzina di espresso è rimasta invariata.
Attualmente “La stampa” costa, in edicola, 1,70 euro (2,50 euro il venerdì con i vari supplementi). Lo stesso prezzo di un biglietto del bus a Torino, che però sale a 2,20 euro per la metro di Milano. E il caffè? Il costo medio, in Italia, si aggira intorno ad 1,10 euro, in alcune zone 1,25 euro. Circa 0,50-0,60 euro in meno di un viaggio in bus o di un quotidiano.
Anzi, a dirla tutta, l’aumento dei prezzi e il superamento della soglia psicologica dell’euro a caffè si è avuta con la pandemia e con gli aumenti dovuti alla guerra in Ucraina, facendo però montare una vistosa polemica. Ma la polemica ha ragione di essere? Probabilmente no.

La posizione della Specialty Coffee Association
Su questo tema, qualche anno fa, era intervenuta anche la SCA, la Specialty Coffee Association, che nel 2022, nel mese di giugno, ha iniziato una vera e propria battaglia per far capire il giusto prezzo di una tazzina di caffè. La nostra ricerca, spasmodica, al prezzo più basso ha infatti portato a un vero e proprio impoverimento del settore, mettendo a repentaglio la tenuta dell’intera filiera, a causa di questo prezzo non equo.
«La rincorsa al prezzo più basso – si legge nel documento della SCA – è un boomerang sia per gli esercenti che per i consumatori. Ne è convinto Davide Cobelli, National Coordinator di Specialty Coffee Association Italy (https://www.scaitaly.coffee/), realtà che ha riunito attorno ad una tavola rotonda i principali attori del mercato del caffè italiano, in occasione del World of Coffee 2022 tenutosi a Milano lo scorso 24 giugno. Tra gli invitati al dibattito: Paola Goppion (Presidente CSC, Caffè Speciali Certificati), Emanuele Drughera (Slow Food Coffee Coalition Coordinator), Dott. Stefano Tiberga (Codacons), Luigi Morello (Presidente del Comitato Scientifico del Consorzio di Tutela dell’Espresso Italiano Tradizionale e dell’IEI Istituto Espresso Italiano), Omar Zidarich (Gruppo Italiano Torrefattori Caffè), Andrea Doglioni Majer (Presidente dell’Associazione dei Costruttori Italiani di Macchine e Attrezzature per caffè, Professionali e Semi Professionali Ucimac) e Eleonora Pirovano, (IWCA Italy – International Women’s Coffee Alliance)».
E ancora: «Il costo per produrre una tazzina di caffè è superiore rispetto al costo per produrre una bottiglietta d’acqua, eppure la bottiglietta d’acqua al bar viene venduta a 1.50 Euro senza che questo generi scalpore presso i consumatori.” – commenta Davide Cobelli. La preparazione di un buon espresso, al contrario, richiede materie prime di qualità, formazione adeguata, attrezzatura professionale e tanta cura. La formazione, in particolare, ha un ruolo cruciale, perché come sottolinea Luigi Morello, Presidente dell’Istituto Espresso Italiano, i 25 secondi necessari per l’erogazione di un caffè possono rovinare tutto il lavoro fatto in precedenza. “Non è come per il vino, non basta stappare, il caffè è un prodotto che deve essere lavorato. Tutti elementi questi che hanno un costo, che non può essere compresso e svilito all’interno di 1 Euro a tazzina».
La soluzione al problema
La soluzione a questo problema? Semplice, ma allo stesso tempo estremamente rivoluzionaria: cambiare il nostro metodo di intendere il caffè.
Lo dice anche Andrej Godina: bisogna cambiare la nostra mentalità di consumo del caffè, che è sembra banale ma ogni tanto va ricordato – un bene di lusso, o quantomeno un bene non essenziale alla nostra sopravvivenza.

Il caffè buono, pulito e giusto
Ma che tipo di caffè dobbiamo aspettarci a 0,30 euro?
Sicuramente la qualità non potrà essere delle migliori. Anche perché se uno specialty arriva a costare fino a 6 euro, o anche di più, per un Panama Gheisha naturale in doppio espresso, un motivo ci sarà. Iniziamo dal discorso della sostenibilità ambientale e sociale. Siamo sicuri che 0,30 euro bastino a compensare adeguatamente l’infinità di persone legate al mondo del caffè? Farmer (ricordiamo che la pianta del caffè diventa produttiva dopo 4 anni), trader, esportatore, torrefattore, rappresentante e barista. Quest’ultimo che deve pagare anche tasse e spese di produzione come la manodopera, le stoviglie e la corrente elettrica. Sinceramente ho i miei legittimi dubbi…
Per non parlare poi della qualità: un caffè a quel costo, ridicolo, sarà necessariamente di bassissima qualità, sicuramente sotto lo standard. Difficilmente avremo un adeguato crivello, quindi il prodotto, anche in fase di torrefazione, avrà dei pessimi effetti, con chicchi difettati. E difficilmente sarà un raccolto di altura, e le modalità di raccolta saranno probabilmente meccanizzate, con tutti i problemi per la pianta. Una qualità robusta con una torrefazione scura.
Come amo dire: la vita è troppo breve per bere caffè cattivi. E, anche se non sempre un prezzo alto giustifica una alta qualità di un prodotto, soprattutto nel mondo del caffè, certamente un prezzo basso darà un prodotto con un profondo retrogusto, in tazza e nel nostro cuore, amaro e di sfruttamento.

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