di Verdiana Cerone
L’azienda Mulini di Segalari si trova in una zona collinare vicino Bolgheri. I vigneti, immersi nella natura più incontaminata e selvaggia, occupano circa 3 ettari di superficie e seguono l’andamento naturale della pendenza del terreno.
A causa del diverso microclima e della differenza di temperature rispetto alla pianura, il vino prodotto ha caratteristiche diverse dai classici vini di Bolgheri. Infatti, la forte escursione termica tra il giorno e la notte determina lo sviluppo di profumi più intensi e diversi da quelli nel vino prodotto più vicino al mare.
Storia dell’azienda
L’azienda nasce da un progetto di Marina Tinacci Mannelli, architetto, e suo marito Emilio Monechi, agronomo ed enologo. È il 2002 quando decidono di acquistare la proprietà, ridando vita a quelli che erano soltanto dei terreni abbandonati e ruderi di vecchi mulini. Infatti, in passato, in questo luogo venivano prodotte farine, in particolare farina di segale (da qui Mulini di Segalari).
Il 2010 è l’anno dell’ottenimento della certificazione biologica ICEA e, nel 2012, nasce il primo vino biologico di Bolgheri (con tanto di QRcode in etichetta). Successivamente, la curiosità verso i vini a fermentazione naturale, lo studio e numerosi esperimenti, hanno portato a ottenere nel 2017 la certificazione biodinamica Demeter.

La visita del vigneto e della cantina
La visita del vigneto permette di capire come la filosofia dell’azienda sia il rispetto estremo per la pianta e per tutto ciò che gravita intorno alla produzione del vino, senza forzature, seguendo il ritmo naturale della natura. Lo scopo è, inoltre, quello di rendere la produzione sempre più sostenibile: per questo, al fine di monitorare e gestire il vigneto, la tecnologia ha un ruolo fondamentale. Si utilizzano, ad esempio: i droni, la stazione meteorologica e gli induttori di resistenza, che servono per stimolare la pianta a proteggersi dalle infezioni fungine.
Si percepisce come il lavoro venga svolto con la massima attenzione, coccolando le vigne. Non si effettuano potature: le cime vengono arrotolate, per non provocare “ferite” che renderebbero la pianta più vulnerabile. L’erba non viene rimossa e non vengono utilizzati concimi; in questo modo, le piante diventano più attive, sia nel cercare il nutrimento, che nell’attivare meccanismi di difesa contro le malattie e gli insetti dannosi. La pianta trae nutrimento dal terreno, composto da argilla, sabbia, limo e depositi di ferro e questo contribuisce alla mineralità che troveremo nei vini. Inoltre, il fatto che milioni di anni fa la Toscana fosse un arcipelago e che il mare ricoprisse i terreni oggi coltivati, potrebbe spiegare l’importante sapidità che troviamo nei vini di Bolgheri.
I vitigni coltivati sono:
- a bacca rossa: Cabernet Sauvignon, Merlot, Petit Verdot, Syrah, Sangiovese, Ciliegiolo e Pugnitello;
- a bacca bianca: Vermentino, Incrocio Manzoni e Viognier.
La cantina è situata all’interno di uno dei vecchi mulini (restaurati ad hoc da Marina) dove troviamo i contenitori di cemento, le giare di terracotta (made in Tuscany, of course) e le botti di rovere, nei quali matura il vino.

La degustazione
La fase della degustazione inizia con l’osservazione delle bottiglie, che sono vere e proprie opere d’arte. Le etichette sono coloratissimi acquerelli, realizzati a mano da Marina.

Bolgheri DOC Vermentino “Un po’ più su del mare”
Vino ottenuto da uve Vermentino, Incrocio Manzoni e Viognier. Affinamento in giara per 5 mesi. Sentori di fiori bianchi e frutti gialli. Fresco, sapido, minerale e strutturato. Sicuramente un Vermentino che si ricorda.
Bolgheri DOC Rosato “Ai confini del bosco”
Vino prodotto con uve Merlot, Syrah, Petit Verdot e Sangiovese. Fermenta e matura in acciaio. Colore intenso. Al naso si avvertono note di lampone, fragolina di bosco e ciliegia selvatica. Vino corposo, alcolico, ma ben bilanciato.
Costa Toscana IGT Rosso “Soloterra”
Vino realizzato con uve Sangiovese in purezza. Affinamento in giara per 5 mesi. Colore vivace. Ciliegia selvatica, prugna, mammola. Vino leggero, disinvolto, sapido, con tannini controllati ed eleganti. Ricorda il mare, per questo lo possiamo definire un “Sangiovese da spiaggia”!
Bolgheri DOC Rosso “Ai confini del bosco”
Vino prodotto con uve Cabernet Sauvignon, Merlot e Petit Verdot. Affinato 5 mesi in botte. Sentori di frutti di bosco e macchia mediterranea. Bella struttura, bel tannino e ottima acidità.
Bolgheri DOC Superiore “Mulini di Segalari”
Vino ottenuto da uve Cabernet Sauvignon e Merlot. L’annata 2019 è diventata Top Wine nella Slow Wine Guide 2024. Piccoli frutti neri, macchia mediterranea, menta, liquirizia, ma anche pepi profumati, cannella e chiodi di garofano. Vino elegante ed equilibrato.
Conclusioni
La visita a Mulini di Segalari è un’esperienza che chiunque abbia la passione per il vino dovrebbe fare. Le nozioni apprese sono tante e c’è bisogno di tempo per riorganizzare le idee e piano piano assorbire tutto. Sicuramente se ne esce arricchiti e curiosi di saperne ancora di più!
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